Clusters and Industrial Networks
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16/04/2015
Smart Specialisation: la specializzazione intelligente crea nuove prospettive di sviluppo per le imprese
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Si è appena conclusa una tappa importante del percorso di scoperta imprenditoriale della Smart Specialisation Strategy. Il roadshow di incontri pubblici che ha toccato ogni provincia del Veneto nel mese di marzo 2015, ha fornito nuovi stimoli e linee d’azione per favorire i processi di innovazione. 

Ai 6 incontri hanno partecipato a diverso titoli i vari attori del territorio, con l’intenzione di condividere e convalidare la strategia anche attraverso la verifica dell’effettiva coerenza con i fabbisogni del proprio contesto territoriale.
Parallelamente, si è proceduto con un’indagine tramite un questionario che ha raccolto le opinioni di diversi pubblici.

Nelle risposte, il ruolo e la spinta all’innovazione sono stati riconosciuti in modo condiviso come un imperativo strategico, uno dei fattori determinanti del successo competitivo delle imprese.
In linea generale, gli intervistati hanno sottolineato come l’innovazione non debba diventare prerogativa di pochi ma, al contrario, dovrebbe investire trasversalmente più settori, sia in termini economici che sociali, per garantire la crescita del territorio.
Anche il tema dell’occupazione è stato affrontato nella correlazione positiva tra l’aumento delle opportunità di impiego e l’introduzione di processi innovativi nel sistema regionale.
Il confronto durante gli incontri ha inoltre evidenziato alcune azioni in grado di favorire i processi di innovazione: in primis, si tratta di interventi a sostegno di sistemi collaborativi fra imprese, centri di ricerca e università al fine di creare dei sistemi di partenariato duraturi. Altri interventi ritenuti molto utili al sistema veneto sono risultati il supporto alle start-up innovative, l’inserimento di personale specializzato in azienda, i servizi a supporto del trasferimento tecnologico nelle imprese e il miglioramento delle infrastrutture di ricerca.
Una più approfondita analisi sarà disponibile sul sito dedicato alla Smart Specialisation Strategy, di prossima pubblicazione.
Nello lo schema di sintesi della Smart Specialisation Strategy sotto riportato viene illustrato il percorso che ha condotto all’individuazione di quattro aree di specializzazione regionale frutto dell’espressione del tessuto produttivo, delle eccellenze scientifiche e tecnologiche (Key Enabling Technologies), del potenziale innovativo (Driver dell’innovazione) e dello sbocco nei mercati locali e globali.


La Strategia di ricerca e innovazione di specializzazione intelligente del Veneto ha tenuto in considerazione le macro aree di specializzazione produttiva, che stanno alla base del sistema economico regionale, le potenzialità derivanti da fattori strategici e abilitanti quali le KETs, i driver dell’innovazione e la fertilizzazione trasversale tra aree produttive.
In particolare:
  • le tecnologie abilitanti, per aree di specializzazione in grado di aumentare le componenti della conoscenza del prodotto;
  • i driver dell’innovazione, intesi come fattori catalizzatori o stimolanti per l’innovazione anche non necessariamente tecnologica;
  • la transettorialità quale opportunità d’innovazione tra l’incrocio di conoscenze utili a più utilizzi o mercati comuni da esplorare. Si tratta di stimolare la collaborazione tra imprese anche di settori diversi;
  • il lato della domanda è poi un fattore fondamentale che determina quando un’innovazione è “di successo” essendo in grado di trovare riscontro ad un bisogno della popolazione, intesa come “mercato di riferimento”.
Per poter mantenere il vantaggio competitivo della Regione è quindi auspicabile far emergere delle industrie innovative che possano evidenziare le nicchie e le aree di specializzazione che dovranno rappresentare le traiettorie produttive future in un’ottica di visione complessiva dello sviluppo regionale.
In questo contesto, considerando le sfide sociali della Regione e globali in relazione ai mercati di riferimento, per attuare i cambiamenti attesi è necessario trasformare il sistema produttivo da una dimensione ancora “troppo” tradizionale a un rinnovato approccio maggiormente orientato all’innovazione e alla conoscenza.
Per conseguire questo risultato sarà necessario, da un lato sostenere le produzioni tradizionali alla base del sistema economico regionale, dall’altro, promuovere lo sviluppo di nuovi ambiti ad alto valore aggiunto, mediante l’utilizzo delle KETs e innovazioni anche di tipo non tecnologico.