Clusters and Industrial Networks
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In rete per la cultura
Clusters and Industrial Networks
Intervista a Foscara Porchia presidente di Impact srl, società che coordina, in qualità di “organo comune” le attività della rete DOC – Di Origine Culturale.
Per informazioni: retedoc@impactsrl.it

Il contratto di rete è stato sottoscritto a settembre 2012 da 9 aziende: 
Distilleria Poli - Musei della Grappa
Rossimoda - Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi
Oleificio Cisano - Museo dell’Olio
Bottega del Soffitto - Museo del Legno
Ercole Moretti - storiche produzioni in perle e murrine 
Bevilacqua Tessuti - tessuti pregiati 
Forgerossi - collezione d’arte contemporanea 
Associazione Museo Nicolis – collezione di autovetture e di altri apparecchi storici
Impact srl - spin-off dell’Università di Padova, che interviene come società di servizi, fornisce un supporto gestionale e coordinativo della Rete.

1. Cos'è e cosa fa la Rete DOC?
DOC – Di Origine Culturale è una rete tra 9 aziende di settori produttivi diversi che hanno scelto di investire nella cultura e nella propria storia produttiva come strumento strategico per il proprio sviluppo, in particolare attraverso la valorizzazione di musei privati d'impresa, di archivi storici e di prodotto, di collezioni artistiche, di tradizioni produttive, indipendentemente dal loro core business. La rete è promossa e sostenuta da Federturismo Veneto, da Confindustria Veneto – che oltre a fornire base logistica alla Rete ne ha affiancato il percorso costitutivo -  dalla Regione del Veneto che ne ha supportato le spese di avvio. DOC è, infatti, la concretizzazione di un percorso di riflessione sulla valorizzazione del patrimonio culturale delle imprese venete, avviato nell’ambito del progetto “Industria e/è Cultura” sorto in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2010 fra Regione del Veneto e Confindustria Veneto (www.progettoindustriaecultura.it). 

2. Qual è l’obiettivo primario?
È quello di creare un valore aggiunto in quanto “sistema rete”, identificandosi in un vero e proprio Museo Diffuso a scala regionale. Unendo strategie di heritage marketing ad azioni di marketing territoriale, le aziende aderenti condividono il loro approccio “imprenditoriale” al tema della cultura. Gli obiettivi primari dell’alleanza sono quindi: il potenziamento della presenza e riconoscibilità delle imprese sul territorio e nel mercato; fare massa critica per diventare un interlocutore delle istituzioni preposte alla governance del territorio, proporre progetti ed accedere autonomamente a diversi filoni di finanziamento (bandi nazionali e comunitari, bandi per formazione, innovazione, ecc.); la valorizzazione del patrimonio culturale delle imprese; l’integrazione tra sistema imprenditoriale e ricchezza culturale del territorio anche in chiave di attrattività turistica, rendendo fruibili oggetti, saperi, tradizioni, valori materiali e immateriali che rappresentano componenti fondamentali del patrimonio culturale del nostro Paese.

3. Perché avete scelto il contratto di rete?
Perché, dal punto di vista imprenditoriale, le reti si distinguono da altre forme di collaborazione in quanto si focalizzano sul perseguimento di uno scopo ovvero su obiettivi strategici comuni: l’intenzione è infatti quella di applicare all’ambito culturale una logica imprenditoriale, focalizzandosi su risultati concreti da raggiungere in un arco di tempo definito (in questo caso tre anni). Il contratto di rete prevede inoltre la definizione di un programma che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalità di realizzazione dello scopo comune e, nel contempo, ha una struttura aperta, caratterizzata dalla possibilità di nuovi ingressi in tempi successivi.

4. Qual è la difficoltà più grande in cui vi siete imbattuti?
Purtroppo, pur riconoscendosi negli obiettivi comuni, non tutte le aziende che hanno partecipato al gruppo di lavoro finalizzato alla costruzione di proposte condivise di promozione del proprio patrimonio culturale sono poi entrate nel contratto di rete, in quanto questo implica anche una predisposizione a lavorare con gli altri e a condividere le proprie esperienze non comune a tutti gli imprenditori. Altra difficoltà è stata la forma giuridica dei potenziali partecipanti: alcune aziende operano in ambito culturale attraverso associazioni o fondazioni che, non essendo imprese a tutti gli effetti, non possono rientrare come firmatarie del contratto. Si sono quindi dovute prevedere modalità ad hoc per permettere di contribuire alle attività della rete a realtà diverse ma significative nel settore.

5. L’effetto più positivo che ha avuto sulle singole aziende?
Considerando che si è formalmente costituita da poco e che ha unito aziende molto eterogenee, la rete DOC sta completando in questi mesi una fase di start-up in cui si è puntato ad identificare alcuni comuni denominatori tra tutti i soggetti partecipanti, a costruire uno spirito di gruppo e di fiducia reciproca tra i soci, a chiarire ruoli e obiettivi. Si è scelto di dedicare un tempo adeguato a questa fase, perché ritenuta particolarmente importante per favorire la conoscenza e la condivisione delle esperienze tra i “retisti” e rispondere all’esigenza di dialogo tra soggetti che non si conoscevano tra loro pur essendo localizzati a pochi chilometri di distanza. 

6. Qual è la vostra filosofia?
L’approccio è di fare da volano per altre aziende che potenzialmente custodiscono un patrimonio culturale tangibile ed intangibile (ossia oggetti, archivi, macchinari storici, tradizioni produttive, ecc.) di cui però ancora non ne percepiscono il valore. Ma, soprattutto, fare in modo che la valorizzazione di tale patrimonio possa influire positivamente nel sostenere e mantenere viva la stessa attività manifatturiera da cui esso deriva, in un legame proficuo tra passato e futuro, tra tradizione ed innovazione.

7. Quali sono il ruolo e l’apporto di Impact all’interno della rete?
Dal 2011 Impact ha avuto l’opportunità di affiancare Confindustria Veneto e la Regione del Veneto nell’organizzazione di una serie iniziative sviluppate nell’ambito del progetto “Industria e/è Cultura”, tra cui anche l’avvio della rete DOC – Di Origine Culturale.  Impact è entrata nella compagine con il ruolo di “organo comune” della rete, ossia  come società di servizi incaricata dell’attuazione del programma, sulla base delle decisioni condivise dall'Assemblea. In questa fase di start-up il nostro compito principale è quello di fare da animatori e motivatori della rete, ossia avviare attività che permettano la costruzione di uno spirito di gruppo e di una fiducia reciproca tra i soci. Poi, man  mano che si andrà avanti, l’esperienza, i contatti, le competenze specifiche di Impact srl nell’ambito della valorizzazione del patrimonio industriale, saranno messe al servizio dei soci per promuovere e comunicare la rete, cogliere le opportunità di business, trovare le modalità per realizzare il programma definito nei tempi e modalità concordate.